- Il Resto del Carlino -
18/04/2011 08:58 - L’ESPRESSIONE con cui Max Menetti si presenta in sala stampa vale più di mille parole (immaginabile il suo dispiacere anche pensando alle vicissitudini di coach Frates che, pur ancora ricoverato a Villa Salus, ieri mattina è passato al Palabigi, per salutare i suoi ragazzi, impegnati nella seduta di tiro). Perdere una partita in quel modo, all’ultimo secondo, è una cosa che fa malissimo. Per di più con il tecnico avversario che ha il coraggio di lamentarsi degli arbitri.
Coach Menetti, Attilio Caja ha dichiarato che se avesse perso sarebbe stata colpa degli arbitri, lei cosa risponde?
“Io sono l’ultimo arrivato e non ho sicuramente la carriera di Caja alla spalle, però dico anche che prima di commentare certi episodi, aspetto di riguardarmi la partita con calma. Io per esempio non ho ben chiara l’ultima azione di Robinson e ho l’impressione che negli ultimi 2/3 minuti nell’area di Rimini ci fosse una tonnara pazzesca, ma non m’interessa”
Quali sono i motivi della sconfitta?
“Gira tutto attorno all’ultima azione, l’idea di fare passare i secondi era ottima, ma dovevamo andare al tiro. Sugli episodi sicuramente non siamo fortunati…”.
A proposito di episodi, sul 63-58 con palla in mano avete regalato un contropiede a Rimini...
“Si purtroppo in quel momento avevamo anche l’inerzia della partita nelle nostre mani e Matteo (Frassineti, ndr) ha sbagliato, ma ci sta…Ha fatto ottime cose prima, soprattutto in difesa”.
Una Trenkwalder dai due volti, rinunciataria nel primo tempo, arrabbiata e determinata nel secondo.
“All’inizio eravamo troppo tesi: c’era la voglia di fare bene, ma non riuscivamo a tramutarla in intensità, poi nell’intervallo ci siamo parlati e nella ripresa siamo riusciti ad essere molto più incisivi”.
Sull’ultima azione non si riusciva a fare fallo?
“Devo rivedere l’episodio, ma eravamo troppo sbilanciati. Comunque -ripeto- il problema è stato non essere arrivati al tiro”.
Francesco Pioppi
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