Menetti: «Devo dare 20 euro a Jeremic, ne avevo promessi 10 ogni tripla. Ora dobbiamo dare il massimo contro la Virtus»





ANCONA. «Abbiamo fatto un'ottima partita e non vi nascondo che ero emozionato di rigiocare contro la Sutor. A Montegranaro ho passato un anno particolare e indimenticabile, è stato emozionante rivedere degli amici e delle persone a cui ho voluto e voglio bene. Quindi, anche se non eravamo a Porto San Giorgio, questa partita era molto importante per me».
Inizia così la conferenza stampa un emozionato coach Max Menetti, grato alla sua squadra per la bella vittoria conquistata ad Ancona contro la Sutor Montegranaro.
«Ci tenevo comunque tanto a vincere perché venivano da tre partite strane. Sapevamo che oggi sarebbe stata una partita dura, e la prova da superare sarebbe stata grande», prosegue coach Menetti, che commenta poi la prova dei suoi ragazzi.
«Siamo partiti un po' troppo contratti e abbiamo infatti concluso il primo quarto con uno scarto di 5 punti. Ma ci siamo ripresi, ci siamo sciolti e abbiamo diretto un secondo quarto con la difesa che volevamo, la nostra difesa. Eppure posso dire che le cose più belle le abbiamo fatte quando i nostri giocatori si sono sbloccati e hanno dato il loro meglio in campo, soprattutto in attacco, rendendo al massimo nella partita, e gli stessi risultati hanno parlato».
L’allenatore biancorosso punta anche l’attenzione su un Mladen Jeremic sin da subito gravato di falli ma importantissimo nel modo di giocare della Trenkwalder. «La parte migliore della partita è arrivata quando si è sbloccato anche Jeremic; è un bravo ragazzo e ha dato una grande mano ai compagni».
L'unico rammarico della partita, per il coach biancorosso, sono forse i troppi errori al tiro. Ma in una partita del genere non ci si può lamentare. Parla in modo pacato, il coach della Trenkwalder, senza nemmeno guardare le statistiche. Elogia al massimo i suoi ragazzi e non si pone nessun limite, nemmeno parlando della prossima partita che vedrà la sua squadra opposta alla Virtus Bologna.
«Non è mai facile tornare a giocare un derby, soprattutto con una squadra come la Virtus, molto forte e competitiva. Ma noi dobbiamo darei il massimo, come sempre».
Il coach parla anche di Demian Filloy, vittima di una distorsione alla caviglia che però non ha precluso la sua partita. «Sono venuto a conoscenza del problema di Demian solo adesso, a fine partita, e il ragazzo non ha nemmeno voluto parlarne, tant'è che l'ho rimesso in campo quando Michele Antonutti non ne aveva più ed è dovuto uscire dopo aver dato tanto in una partita che significava tanto anche per lui. Filloy ha giocato poco, ma non per il suo problema; solo perché Antonutti stava rendendo al massimo e non mi sembrava giusto fermare questa sua prestazione».
Viene trattato anche l'argomento della situazione falli. «Oggi eravamo fortunati – dice coach Menetti –. Avevamo tutti i nostri lunghi e la rotazione era lunga, anche se Silins non era al massimo della condizione, ma per un ragazzo così giovane è normale. Avevo tutti i lunghi disponibili e, soprattutto, in partita. Un plauso particolare va a Jeremic, che questa sera ha eseguito quanto in una settimana di allenamenti gli avevo chiesto. Tanto cuore e tanta grinta in campo, anche se mi è costata un bel po'...».
Si ferma, coach Menetti, lasciando attonita la sala stampa. Poi riprende: «Ho scommesso che per ogni tripla realizzata avrei dato a Jeremic 10 euro, e stasera ne ho persi 20. Ma sono quasi felice, perché adesso ho capito dove posso picchiare per raggiungere i risultati che so lui può raggiungere per fare canestro».
gazzetta di reggio

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