«QUI CI giochiamo la vita...». Ve lo ricordate quell’urlo che è entrato nella storia del basket reggiano? Lo lanciò, quasi 20 anni fa, Marco Lamperti a Desio: la squadra reggiana era sotto di una decina di punti e rischiava di perdere una gara che le sarebbe potuta costare la promozione. Da quel momento la partita cambiò e il club biancorosso la portò a casa con una tripla di Luca Usberti sulla dirittura d’arrivo del match. Ecco, a quasi 20 anni di distanza, un urlo simile lo ha lanciato domenica sera Alessandro Frosini. Un altro di quegli atleti a cui non piace proprio perdere. Quando Ramagli lo ha mandato sul parquet la partita ha cambiato volto: sia da un punto di vista tecnico, sia caratteriale. Frosini si è fatto sentire in mezzo al campo e i suoi compagni di squadra lo hanno subito seguito. E così quando, buon ultimo, esce dagli spogliatoi di Latina, il ragazzone toscano ha un sorriso grande così. Anzi, di più. «SÌ, È VERO – ride il bravissimo pivot – quando sono entrato in campo ho alzato un po’ la voce nei confronti dei miei compagni di squadra e devo dire che da lì abbiamo cominciato a difendere come si deve e ad essere più concreti. E quando viene fuori la nostra difesa, tutto diventa più facile. Bisogna che cominciamo a capire che dobbiamo iniziare a lottare fin dall’inizio. Perché, ragazzi, sarebbe stato proprio un peccato fare mille chilometri per buttare via una partita così...». All’inizio capita spesso che entriate in campo un po’ troppo molli.... «Mah..., guardate: i primi 20 minuti – continua Frosini – sono stati proprio brutti. Abbiamo giocato la partita come veniva. Ci è mancata completamente l’aggressività e la cattiveria. E dire che ci siamo già scottati in altre occasioni, ormai dovremmo saperlo che questi errori sono fatali. Perché se certe partite le lasci andare via dopo diventa difficilissimo girarle e riportarle a casa». Stavolta, però, è andata bene e adesso la Trenkwalder è lì, al 2° posto in classifica... «Questo è un campionato pazzo, credetemi: si possono riaprire tante cose e tanti discorsi. C’è ancora tutto il girone di ritorno da giocare e dobbiamo crederci, ma crederci per davvero. Sapete cosa temo a volte?». Che cosa? «Che la squadra non creda fino in fondo nelle proprie potenzialità. E così finisce che non giochiamo al massimo delle nostre potenzialità. Ed invece questa è una formazione che ha tanto talento e se riesce ad esprimerlo al 100% io penso che potrebbe venire fuori anche una bella sorpresa...». Considerando la sua esperienza ci dice cosa manca alla Trenkwalder per fare l’ultimo salto di qualità? «Dobbiamo aumentare ancora la nostra intensità. E questo – continua Frosini – possiamo farlo solo crescendo il livello degli allenamenti. Se ce la facciamo, considerando che a questa squadra non manca niente per restare ai vertici fino al termine del campionato, io credo che possiamo giocare per qualsiasi tipo di risultato. E’ ovvio che sono i giovani che devono crescere, io più di tanto – ridacchia ancora Frosini-, ormai non poso dare...». Beh, dopo qualche prova non felicissima, a Latina il ragazzino Frosini è stato decisivo... «Il mio problema è che soffro molto il freddo e in questo periodo ho sempre faticato in tutta la mia carriera. Ormai lo so, sono tranquillo e quando posso e riesco mi do un po’ da fare...». (di Daniele Barilli - Il Resto del Carlino)
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