REGGIO. Trenkwalder-Scafati non sarà un match testa-coda ma un «big game». Parola di Alessandro Ramagli, che considera la squadra campana al pari di Rimini e Veroli. Ecco il parere del coach. Scafati ha iniziato il campionato perdendo le prime 6 gare (compresa quella casalinga con la Trenk poi ha rivoluzionato la squadra. Ora come la vede? «Una squadra che ha subito una trasformazione radicale - risponde Ramagli -. Ha tolto 6 giocatori e ne ha inseriti altri 6. Per cui sarà una partita diversa da quella dell’andata. Scafati rischiava una china pericolosa e ha deciso di mettere mano al portafoglio e al roster. Ha “firmato” giocatori molto importanti, affermati anche nella categoria superiore. Ha invertito la tendenza soprattutto nelle ultime 10 gare (6 vinte); delle 5 in trasferta, ne hanno vinte 2. Le ambizioni sono chiaramente cambiate, e ora Scafati deve mettere fieno in cascina per allontanarsi dal fondo classifica e puntare ai play off, obiettivo legittimato dal roster». La Trenk ha diversi giocatori con problemi fisici. Qual è la situazione? «In questo periodo non solo noi abbiamo problemi fisici. Noi ci teniamo i nostri». Melli come sta? «Ieri è rientrato facendo lavoro differenziato in modo positivo. Oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) spero riesca a fare qualcosa a livello agonistico con la squadra. Sapevamo che ci saremmo giocati la sua settimana di allenamenti per averlo in campo domenica». E’ una distorsione alla caviglia? «Sì, senza un versamento particolare ma con interessamento a livello legamentoso». Che partita immagina per domenica? «Molto difficile e molto accattivante, stuzzicante, stimolante. Sarà difficile, per noi, perché loro non hanno un solo punto di riferimento. E’ una squadra molto profonda, che sa farti male. Ha tiro da fuori, penetrazione, gioco vicino a canestro. Le capacità offensive sono più alte rispetto a quanto dicano le statistiche, visto che i dati sono spalmati su 18 partite. Ora ha inserito anche Muurinen, che alle qualificazioni per gli Europei segnò 24 punti contro l’Italia. Quest’ultima aggiunta ha esaurito la ristrutturazione di una squadra che a fine stagione farà i play off». Lo considera un match d’alta classifica? «Sarà un big game, non la partita fra la seconda e la quint’ultima. Nella mia personale valutazione, è una gara come con Rimini e Veroli: assolutamente un big game». Com’è il clima nello spogliatoio biancorosso? «Non è mai cambiato, non ci sono mai stati sbalzi in una direzione o nell’altra. Non abbiamo mai avuto più di due sconfitte di fila, per cui è normale mantenere un clima tranquillo. Siamo stati bravi anche a gestire le strisce di 4 vittorie consecutive. E’ un fatto positivo. Il gruppo è giovane, ma ha un discreto equilibrio». E dal punto di vista atletico come sta la Trenk? «Credo come molte squadre in questo campionato. Mettiamo in piedi carichi di lavoro molto diversi per i giocatori, in base alle varie situazioni. Noi ci teniamo i Kudlacek, i Frosini e i Melli con i rispettivi problemi, e le altre squadre si tengono le loro situazioni. Conosco quella della nostra squadra e so perché i giocatori sono in queste condizioni. Fa parte della routine di un campionato che dura 9 mesi. Questo è un periodo non voglio dire di calo, ma di stallo. Si fa lavoro di condizionamento fisico per arrivare a fine stagione. Un po’ tutte le squadre tirano il fiato dal punto di vista della brillantezza». E questo aumenta l’equilibrio del campionato? «Come ho detto all’inizio del girone di ritorno, le squadre di testa perderanno più gare rispetto all’andata; quelle di coda ne vinceranno di più. Così la capolista Sassari può perdere a Jesi, com’è successo domenica. Sarà la storia del girone di ritorno». La Trenkwalder è a 4 punti dalla vetta. E’ uno stimolo in più? «Non conta niente. Conta avere le farfalle nello stomaco, nel senso dell’eccitazione, perché devi affrontare Scafati. Per un lungo, dover affrontare Chiacig; per un esterno, dover affrontare Goss o Apodaca. Quanto alla classifica, si vedrà a fine stagione. Come si dice a Livorno, l’arrivo è al Vigorelli». Ancellotti, ceduto in prestito a Pozzuoli (B Dilettanti), ha esordito con 7 punti, 12 rimbalzi e 7 stoppate. «E’ stato un buon esordio. L’ho sentito sabato mattina e gli ho detto: tutto quello che viene sotto le 10 stoppate è una delusione... Spero che per lui sia un’esperienza importante. Come dice Vujosevic nell’intervista pubblicata oggi dalla Gazzetta dello sport, non c’è niente che valga quanto una partita per fare un giocatore. Non avevamo alcuna necessità di mandare via Ancellotti; anzi, era più facile tenerlo, pensando agli allenamenti. Ma è l’opportunità per far crescere un nostro giocatore. Per me, l’operazione era da fare in estate. Poi c’è stato l’infortunio di Luca (Campani, ndr), e Riccardo Cervi non ci dava sufficienti garanzie, così abbiamo tenuto Andrea. Ora abbiamo pensato a ciò che è meglio per lui». (di Mauro Grasselli - La Gazzetta di Reggio)
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