Trenkwalder inesistente, Vigevano domina

Fultz non può giocare, Ibarra e Kieza non fanno miracoli

- La Gazzetta di Reggio -

10/05/2010 09:40 - MAURO GRASSELLI
REGGIO. Rotta, in rodaggio e comprensibilmente irriconoscibile. Questa la Trenkwalder affacciatasi sulla soglia dei play off e presa a ceffoni dalla Miro Radici Vigevano, che espugna il Bigi e conduce 1-0.
Senza punti di riferimenti in attacco, con enormi incognite in regìa e costretta dagli infortuni ad affrontare i play off con due giocatori, Kieza e Ibarra, arrivati a Reggio da appena sei giorni, la squadra di Ramagli affronta senza armi gara 1 dei quarti di finale play off. Senza armi e senza cuore, perché quando il match si mette male la Trenk molla anche dal punto di vista psicologico.
UNO SU QUINDICI. Di là c’è una Vigevano nemmeno lontana parente della squadra moscia al limite dello stucchevole che era stata travolta al Palabigi appena due settimane fa (85-60). Se a questo si aggiungono altri handicap biancorossi, come le 19 palle perse, l’obbrobio al tiro dalla distanza (l’1/15 da tre, contro il 9/23 degli avversari, che da solo basterebbe a giustificare la sconfitta biancorossa) ed altre ciliegine sulla torta, come la frattura al naso del debuttante play Ibarra, rimediata sabato in allenamento, e soprattutto la congiuntivite che costringe Fultz a disertare perfino la panchina, ecco che gli ingredienti per un cocktail letale ci sono tutti.
BANDIERA BIANCA. In assenza dei consueti biancorossi al volante (Fultz play-braille; Kudlacek rotto e irrecuperabile per questi play off), Reggio parte con il debuttante Ibarra in cabina di regia. Assieme a lui e al suo naso steccato ci sono Hite, Boscagin, Smith e Frosini. La squadra biancorossa, ferita nel fisico e forse scalfita anche nel morale, parte molle e svagata. Al contrario, Vigevano è aggressiva e appiccicosa come chi fiuta l’odore del sangue avversario. Infatti i pavesi scappano subito via con i punti di Ghersetti e Boyette, tamponati da una bomba di Hite e dai canestri di Smith e Ibarra. Ma sul 7 pari Vigevano, sempre più rognosa, prende in mano le redini del match e la Trenk sembra destinata a una sera in lavatrice. In pochi istanti Boyette e Bertolazzi spingono i pavesi a +8, mentre la Trenk sembra incapace di reagire. Ramagli mette in pista l’altro debuttante Kieza e Pugi al posto di Frosini e Boscagin. Nel 2º quarto l’emergenza-infermeria impone di schierare Verri da play. Un gancio di Frosini e due canestri di Hite portano al 26 pari, ma a quel punto Vigevano riparte con la grinta e le bombe (Boyette, Ganeto), arrivando all’intervallo sul +8 (32-40).
NOVE DI FILA. Negli spogliatoi non accadono miracoli, e alla ripresa delle ostilità riprende il vecchio film, che si fa ancor più horror quando Banti e Bertolazzi infilano tre bombe consecutive (una del pavese mascherato causa frattura al naso, due del nano razzente): 37-52 e partita saldamente in mano a Vigevano. Le rotazioni limitate e l’aggressività degli avversari non modificano il copione del match, che vede la Miro Radici arrivare a +13 all’ultima frazione di gioco.
TIFOSI IN FUGA. Nell’ultimo tempino la Trenk paga la stanchezza fisica e rotola verso lo striscione alternando scoramento e scoglionamento, come attestano le palle regalate e l’abulia balistica che causa l’ancor più riprovevole fuga di parte dei tifosi reggiani, compresa una buona parte della curva biancorossa. Vigevano allunga, tocca il +21 (48-69) e chiude in scioltezza sul 56-78. I biancorossi escono dal campo a testa bassa, e arrivano pure alcune fischiate ignoranti da parte di qualche «tifoso».
Per gara 2, in programma domani alle 20.30 sempre nel palazzo di via Guasco, Ramagli dovrà fare il mago e inventarsi l’inimmaginabile per evitare di consegnare anzitempo alla squadra pavese il pass per le semifinali.

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