- La Gazzetta di Reggio -
- di Mauro Grasselli
REGGIO Meglio perdere questa che una delle altre. E’ il pensiero unanime dei tifosi biancorossi al termine del match fra Trenkwalder e Givova Scafati, valido quale gara d’andata dei quarti di finale di Coppa Italia. Magra consolazione, ma è pur vero che Reggio, ancora imbattuta nel campionato di Legadue, prima o poi doveva rifiatare fisicamente e mentalmente. E così è andata. Anche perché Scafati, al contrario, era reduce da una sconfitta e dalla strigliata del presidente, che tra l’altro aveva detto di tenere in modo particolare alla Coppa Italia. Altra attenuante: l’assenza “precauzionale” di Filloy. In più, la voglia di “vendetta” di Marigney, che da Reggio venne salutato tempo addietro. Subito sotto. Palla a due, ma c’è una sola squadra in campo. Ghiacci e Marigney dall’arco ed è 05- Scafati. Valenti è l’unico a lottare fin dall’inizio (due canestri in entrata), ma è evidente che la squadra campana l’ha presa sul serio, mentre Reggio non è la squadra che ha vinto quattro volte su altrettante partite in campionato. Marigney di nuovo dall’arco, una zampata di Thomas, un contropiede di Ghiacci ed è 5-16 a metà del primo tempino. Un gioco da tre dell’ex guardia biancorossa porta al 9-21 a 3 minuti dalla fine del primo quarto. La fiammata. Sono gli unici tre minuti belli della Trenkwalder: Taylor in entrata, canestro più stoppata di Cervi, contropiede di Valenti, schiacciata di Cervi, bomba di Frassineti e gol di Robinson. In mezzo, solo un libero su 2 di Thomas, per un parziale di 13-1 che vede le squadre di nuovo in parità a quota 22. Linea verdissima. Ma nel 2° quarto l’inerzia torna nelle mani di Scafati, che decolla con una bomba di Gueye. Ora la Trenk è ultraverde, con il titolare Taylor, il cambio vero Frassineti e 3 ragazzi che di rado vedono il campo: Cervi, Pini e Viglianisi. E’ una Trenk che regge il confronto. Anzi, è quando rientrano i veterani, poco dopo, che arriva l’allungo degli avversari, sospinti dai punti di Marigney, Thomas e Gueye: 30-42. A tenere aperta la partita è Robinson, che segna da sotto e centra il bersaglio anche allo scadere, in entrata: 36-44 all’intervallo. Arco fatale. Le statistiche sono già indicative, e basta il dato dei tiri dall’arco a spiegare che aria tira: Reggio 1/9, Scafati 5/9. Dopo la pausa le redini restano saldamente nelle mani di Marigney e soci, che portano il vantaggio in doppia cifra. La Trenk non si “smummia” nemmeno con il fallo più tecnico fischiati a Taylor a metà del 3° parziale. Robinson continua a rubare palle (6 recuperi, alla fine) e a metterle dentro, ma il resto della banda è mentalmente in gita. Così Scafati vola a +17 (51-68) nel finale della terza frazione. Quantomeno, Reggio non smette di giocare. Anzi, nell’ultimo quarto 2 canestri di Taylor e 2 di Pini fanno risalire la Trenk a -8 (62-70). Ma Scafati riparte con le bombe. I biancorossi sembrano crederci anche a 3 minuti dalla fine, quando gli arbitri fischiano un tecnico a Ghiacci e Taylor fa 2/2 dalla riga: 69-77. Il tempo per tentare la rimonta c’è, ma Reggio non ha la testa e le energie per provarci. Così Scafati torna al largo con 5 punti di Marigney e 3 di Radulovic. Finisce 70-85. Un passivo pesante in vista della gara di ritorno, in programma giovedì 8 dicembre a Scafati. Per passare il turno e accedere alla Final Four di Coppa Italia, la Trenk dovrà vincere con almeno 16 punti di scarto.
- di Mauro Grasselli
REGGIO Meglio perdere questa che una delle altre. E’ il pensiero unanime dei tifosi biancorossi al termine del match fra Trenkwalder e Givova Scafati, valido quale gara d’andata dei quarti di finale di Coppa Italia. Magra consolazione, ma è pur vero che Reggio, ancora imbattuta nel campionato di Legadue, prima o poi doveva rifiatare fisicamente e mentalmente. E così è andata. Anche perché Scafati, al contrario, era reduce da una sconfitta e dalla strigliata del presidente, che tra l’altro aveva detto di tenere in modo particolare alla Coppa Italia. Altra attenuante: l’assenza “precauzionale” di Filloy. In più, la voglia di “vendetta” di Marigney, che da Reggio venne salutato tempo addietro. Subito sotto. Palla a due, ma c’è una sola squadra in campo. Ghiacci e Marigney dall’arco ed è 05- Scafati. Valenti è l’unico a lottare fin dall’inizio (due canestri in entrata), ma è evidente che la squadra campana l’ha presa sul serio, mentre Reggio non è la squadra che ha vinto quattro volte su altrettante partite in campionato. Marigney di nuovo dall’arco, una zampata di Thomas, un contropiede di Ghiacci ed è 5-16 a metà del primo tempino. Un gioco da tre dell’ex guardia biancorossa porta al 9-21 a 3 minuti dalla fine del primo quarto. La fiammata. Sono gli unici tre minuti belli della Trenkwalder: Taylor in entrata, canestro più stoppata di Cervi, contropiede di Valenti, schiacciata di Cervi, bomba di Frassineti e gol di Robinson. In mezzo, solo un libero su 2 di Thomas, per un parziale di 13-1 che vede le squadre di nuovo in parità a quota 22. Linea verdissima. Ma nel 2° quarto l’inerzia torna nelle mani di Scafati, che decolla con una bomba di Gueye. Ora la Trenk è ultraverde, con il titolare Taylor, il cambio vero Frassineti e 3 ragazzi che di rado vedono il campo: Cervi, Pini e Viglianisi. E’ una Trenk che regge il confronto. Anzi, è quando rientrano i veterani, poco dopo, che arriva l’allungo degli avversari, sospinti dai punti di Marigney, Thomas e Gueye: 30-42. A tenere aperta la partita è Robinson, che segna da sotto e centra il bersaglio anche allo scadere, in entrata: 36-44 all’intervallo. Arco fatale. Le statistiche sono già indicative, e basta il dato dei tiri dall’arco a spiegare che aria tira: Reggio 1/9, Scafati 5/9. Dopo la pausa le redini restano saldamente nelle mani di Marigney e soci, che portano il vantaggio in doppia cifra. La Trenk non si “smummia” nemmeno con il fallo più tecnico fischiati a Taylor a metà del 3° parziale. Robinson continua a rubare palle (6 recuperi, alla fine) e a metterle dentro, ma il resto della banda è mentalmente in gita. Così Scafati vola a +17 (51-68) nel finale della terza frazione. Quantomeno, Reggio non smette di giocare. Anzi, nell’ultimo quarto 2 canestri di Taylor e 2 di Pini fanno risalire la Trenk a -8 (62-70). Ma Scafati riparte con le bombe. I biancorossi sembrano crederci anche a 3 minuti dalla fine, quando gli arbitri fischiano un tecnico a Ghiacci e Taylor fa 2/2 dalla riga: 69-77. Il tempo per tentare la rimonta c’è, ma Reggio non ha la testa e le energie per provarci. Così Scafati torna al largo con 5 punti di Marigney e 3 di Radulovic. Finisce 70-85. Un passivo pesante in vista della gara di ritorno, in programma giovedì 8 dicembre a Scafati. Per passare il turno e accedere alla Final Four di Coppa Italia, la Trenk dovrà vincere con almeno 16 punti di scarto.