Trenkwalder: derby domenica 18 novembre al Palabigi con la Virtus Bologna

di Mauro Grasselli
REGGIO. La quarta vittoria consecutiva lancia la Trenkwalder nella parte medio-alta della classifica e alza ulteriormente la consapevolezza della propria forza nel team biancorosso, che da oggi torna in pista per prepararsi in vista del derby di domenica prossima al Palabigi con la Virtus Bologna.
Ecco la mappa di cosa va e cosa invece non va (o che si può migliorare) dopo la settima partita del girone d’andata.
La reazione. Il messaggio che esce con più forza dal Palarossini di Ancona è la capacità della Trenkwalder di saper reagire anche in condizioni “microclimatiche” decisamente avverse. Due giorni fa, dopo la fase di studio e l’iniziale testa a testa iniziale, la Sutor Montegranaro ha preso in mano le redini del match ed è salita a +10. Nel frattempo il palazzetto inizialmente tiepido si è trasformato nel classico uomo in più per la squadra di casa. Saper reagire a situazioni come queste, soprattutto in trasferta, non è da tutti; ci riescono solo le squadre che hanno carattere e che non vacilano alla prima difficoltà. Per questo motivo ribaltare la partita nel secondo quarto (15-28 il parziale) significa compiere una bella impresa. Tutto ciò non può che aumentare, nella squadra, la consapevolezza delle proprie capacità.
I tre tenori. Se è vero che anche la vittoria nelle Marche è frutto del collettivo, è altrettanto vero che tre giocatori biancorossi - Taylor, Brunner e Cinciarini – hanno disputato una partita coi fiocchi, e sono i tre con cui questa Trenk sta viaggiando forte nell’attesa del recupero completo degli ex acciaccati (vedi Antonutti), di chi è indietro a livello di condizione (Filloy) e di coloro che devono ancora ambientarsi alla perfezione (James e Jeremic). Taylor ha fatto brillare la propria classe risultando devastante sia in attacco che in difesa: 22 punti, 9 assist, 7 rimbalzi. Brunner è il giocatore più costante dall’inizio del campionato, e anche domenica il suo impatto in area è risultato massiccio (20 punti e 6 rimbalzi). Cinciarini si sta confermando straordinario nel ruolo di regista della squadra, ed è pure lui tra i giocatori più costanti in questi primi mesi del campionato biancorosso.
Il collettivo. Nonostante i tre tenori, il marchio di fabbrica di questa Trenkwalder è il collettivo, ovvero l’assenza di un unico leader e la buona suddivisione dei compiti e delle responsabilità. E domenica, oltre ai tre giocatori suddetti, la squadra ha beneficiato di tutto il gruppo, compresi i giocatori usciti dalla panchina. Dopo aver saltato due partite per problemi fisici, Antonutti è rientrato alla grande risultando decisivo nel finale. Cervi, messo in campo per sfruttare i centimetri sotto canestro, si è fatto valere a suon di schiacciate. E anche gli altri hanno messo il mattoncino.
Mladen Jeremic. Era uno dei due giocatori di sui si attendeva il decollo (l’altro è Dominic James). Il serbo veniva da una partita particolarmente sfortunata al tiro (0/3 da due e 0/5 da tre contro Milano) e da una gara ancora insoddisfacente rispetto alle proprie doti balistiche (3/7 da due e 0/2 da tre contro Pesaro). Ad Ancona, all’inizio della quarta frazione, l’esultanza di Jeremic quando ha infilato la prima bomba è stata significativa. Poco dopo è arrivata la seconda tripla, e questo depone a favore della tesi secondo cui per il serbo si tratta “solo” di superare l’ostacolo psicologico per potersi sbloccare e rendere per ciò che ha dimostrato di saper fare in carriera.
La classifica. Varese capolista a punteggio pieno (14 punti), Sassari a 12, Cantù e Siena a 10 e poi la Trenkwalder a 8, in coabitazione con Roma e Bologna. Niente male per una squadra neopromossa, peraltro partita con un preoccupante 0 su 3. L’obiettivo della Pallacanestro Reggiana resta la salvezza, ma è chiaro che di questo passo il primo traguardo stagionale potrà essere raggiunto con un certo anticipo rispetto alla fine della stagione regolare, e a quel punto la Trenk potrà lottare per l’accesso ai playoff. Missione tutt’altro che impossibile, se si considerano le ultime quattro partite (ed anche le due perse con Siena e Venezia).
L’atteggiamento iniziale. Quanto agli aspetti da migliorare, due giorni fa la cosa più preoccupante è stato l’atteggiamento con cui la squadra è scesa in campo: molle, poco determinata, incapace di prendere in mano la partita. Dalla fine del primo quarto di gioco tutto è cambiato, ma è chiaro che in certe situazioni (vedi partite contro le big del campionato) può risultare ben più difficile recuperare il gap.
Gli errori al tiro. Anche questi sono emersi nella primo quarto della partita con la Sutor Montegranaro. Per uno dei tanti “misteri” del basket, i minuti iniziali del match hanno visto i giocatori biancorossi litigare con il canestro. In particolare Brunner e Filloy hanno sbagliato buoni tiri da sotto. Alla fine del primo quarto le statistiche di squadra erano significative: 6/15 da due e 1/6 da tre. Poi tutto si è aggiustato e a fine gara le percentuali erano decisamente migliori: 26/45 da due e 8/18 da tre.
La lunetta. Non è la prima volta che accade, e per la verità riguarda un solo giocatore e non gli altri. Ma alla fine il 75% ai tiri liberi dice che c’è qualcosa da migliorare. E nello specifico deve migliorare Dominic James, che domenica al Palarossini di Ancona ha totalizzato un misero 2/6 dalla lunetta. Come per Jeremic, si tratta probabilmente di una questione psicologica, perché il giocatore in carriera ha dimostrato di saper fare ben altro. Anche ai tiri liberi.
Verso il derby. Ora la squadra biancorossa può concentrarsi sulla partita in programma domenica prossima al Palabigi con la Virtus Bologna, reduce dalla sconfitta 65-56 a Caserta. La squadra delle V nere due giorni fa ha avuto un solo faro – Giuseppe Poeta, 22 punti – e ha pagato a caro prezzo la sorprendente difficoltà realizzativa dell’ex biancorosso Ricky Minard (2 punti con 1/9 da due, 0/3 da tre e 1/2 dalla lunetta),che veniva dall’ straordinario 10/12 dall’arco della partita precedente (35 punti contro Biella). Nonostante i problemi in casa Virtus, legati soprattutto alla prestazione degli stranieri, quella di domenica prossima è una partita che la Trenk dovrà affrontare con la massima concentrazione.
Gazzetta di Reggio

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