Il ko interno con la Tezenis Verona fa male, ed è di quelli che, tanto per intenderci, potrebbero lasciare profonde ripercussioni sul prosieguo della stagione.
«La partita - commenta subita un coach Frates visibilmente deluso - l’avete vista tutti, non mi sembra che ci sia molto da aggiungere né c’è bisogno che sottolinei io gli aspetti negativi. Al di là del risultato non abbiamo avuto qualità nel gioco così come non c’è stato tempera- mento in campo da parte dei giocatori. Dopo un mese e mezzo che sono qui pensavo di esser riuscito a migliorare mentalmente questo gruppo, la vittoria contro Jesi poteva aver rappresentato la svolta invece è arrivata questa sconfitta. Il primo responsabile di questa situazione sono io; se non sono ancora riuscito a tirar fuori un’ unità d’intenti che vada al di là del semplice sei politico è colpa mia».
Verona ha giocato di squadra mentre nella Trenkwalder si sono viste solo soluzioni individuali.
«E’ così, e poi non difendiamo di squadra senza fra l’altro riuscire a giocare insieme come gruppo. I giocatori si allenano con intensità però non riescono a darsi una mano l’uno con l’altro. E’ una situazione difficile che però devono risolvere quelli che sono qui; non ci sono alibi né giustificazioni di nessun tipo, la classifica rispecchia in pieno quanto abbiamo fatto finora».
Cosa dirà ai giocatori alla ripresa degli allenamenti?
«Che parlino fra loro per trovare il bandolo di questa matassa perché altrimenti ben difficilmente riusciremo ad uscire da questa situazione. Ancora una volta abbiamo subito dei break pazzeschi. Sono cose che continuano a succedere a questa squadra; spero di riuscire a trovare il rimedio prima della fine del campionato altrimenti retrocediamo. Abbiamo dei fantasmi in campo. Anche chi è arrivato da un paio di settimane come Robinson è già finito nel buco nero».
Quindi tutti dietro la lavagna?
«Sono tutti responsabili come il sottoscritto, l’unico che salvo e che ha fatto in pieno il proprio dovere è il giovane Germani, un play-guardia della juniores che ha giocato nove minuti come “quattro” e quindi in un ruolo che non è certo il suo. La dura reazione del presidente Landi? Sarà incavolato nero e ha tutte le ragioni per esserlo».
Come si esce da questa situazione sempre più pericolosa?
«La partita - commenta subita un coach Frates visibilmente deluso - l’avete vista tutti, non mi sembra che ci sia molto da aggiungere né c’è bisogno che sottolinei io gli aspetti negativi. Al di là del risultato non abbiamo avuto qualità nel gioco così come non c’è stato tempera- mento in campo da parte dei giocatori. Dopo un mese e mezzo che sono qui pensavo di esser riuscito a migliorare mentalmente questo gruppo, la vittoria contro Jesi poteva aver rappresentato la svolta invece è arrivata questa sconfitta. Il primo responsabile di questa situazione sono io; se non sono ancora riuscito a tirar fuori un’ unità d’intenti che vada al di là del semplice sei politico è colpa mia».
Verona ha giocato di squadra mentre nella Trenkwalder si sono viste solo soluzioni individuali.
«E’ così, e poi non difendiamo di squadra senza fra l’altro riuscire a giocare insieme come gruppo. I giocatori si allenano con intensità però non riescono a darsi una mano l’uno con l’altro. E’ una situazione difficile che però devono risolvere quelli che sono qui; non ci sono alibi né giustificazioni di nessun tipo, la classifica rispecchia in pieno quanto abbiamo fatto finora».
Cosa dirà ai giocatori alla ripresa degli allenamenti?
«Che parlino fra loro per trovare il bandolo di questa matassa perché altrimenti ben difficilmente riusciremo ad uscire da questa situazione. Ancora una volta abbiamo subito dei break pazzeschi. Sono cose che continuano a succedere a questa squadra; spero di riuscire a trovare il rimedio prima della fine del campionato altrimenti retrocediamo. Abbiamo dei fantasmi in campo. Anche chi è arrivato da un paio di settimane come Robinson è già finito nel buco nero».
Quindi tutti dietro la lavagna?
«Sono tutti responsabili come il sottoscritto, l’unico che salvo e che ha fatto in pieno il proprio dovere è il giovane Germani, un play-guardia della juniores che ha giocato nove minuti come “quattro” e quindi in un ruolo che non è certo il suo. La dura reazione del presidente Landi? Sarà incavolato nero e ha tutte le ragioni per esserlo».
Come si esce da questa situazione sempre più pericolosa?
«Mancano ancora molte partite, non dobbiamo farci venire la paura addosso ma allenarci forte e poi devono cambiare le cose nella testa dei giocatori. Bisogna approcciare le partite con un altro atteggiamento. Quando sono arrivato ho sempre detto che questa squadra doveva pensare soprattutto a salvarsi; questo è l’obiettivo primario da raggiungere anche se la situazione attuale è abbastanza complicata»
di Primo Montanari - tuttobasket
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